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STORIA

CAPITOLO 5

ETA' DELLA RISCOPERTA

L’avvento dei traffici oceanici ebbe un impatto significativo anche sugli Umbratili, conducendoli a una maggiore consapevolezza del mondo circostante. Le comunità del bacino del Mediterraneo avevano, infatti, ritenuto non più esistenti comunità al di fuori del proprio raggio d’azione, avendo del tutto perso i contatti con realtà distanti come quelle delle Americhe, dell’Estremo Oriente e delle regioni oceaniche che, da oltre un millennio, avevano abbracciato un approccio tradizionalista, rimanendo estranee alla nomina dei Custodi Auredo e alle assemblee venticinquennali.

 

Con l'avvento del colonialismo, si ristabilirono i legami tra le diverse comunità umbratili, riconducendo a una sorta di rinascita dell'unità di intenti che caratterizzava i primi tempi della diaspora. Si aprì un periodo di fervente attività internazionale, in cui gli Umbratili si impegnarono attivamente, talvolta palesando la propria natura con le élite statali, per riavviare una densa rete di connessioni tra le varie comunità. Questa rete agevolò notevolmente l'espansione delle imprese europee. Tuttavia, in alcuni contesti, come nella Spagna della fine del Cinquecento, alcuni esponenti della comunità umbratile furono soggetti a persecuzioni di natura religiosa, divenendo oggetto di processi davanti all’Inquisizione o ai tribunali politici, accusati talvolta di stregoneria, eresia o spionaggio. In questo clima di crescente pericolo, i rappresentanti delle due famiglie umbratili si unirono più strettamente, ribadendo la loro volontà di mantenere in modo esoterico la propria presenza nella società civile.

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