CAPITOLO 2
FONETICA E SCRITTURA
Trascrizione - Consonanti - Vocali - Radici - Accento - Punteggiatura
L’alfabeto umbratile consta di 22 consonanti corrispondenti ad altrettanti fonemi (è in origine una lingua abjad); mancano quindi le vocali che sono indicate solitamente come segni diacritici sovrapposti alla consonante di riferimento o posti a lato in alto dopo la consonante. L’ordine alfabetico è di origine religiosa e rimane invariato dall’età arcaica; la forma grafica di ogni lettera deriva dalla stilizzazione simbolica di un elemento connesso alla figura religiosa relativa. La scrittura presenta una forma quadratica di natura cuneiforme, senza connessione tra le lettere; in età medievale è nata anche una forma corsiva, dai tratti più morbidi. La scrittura è da destra verso sinistra, racchiusa in due righe: non sono presenti segni alfabetici che ne fuoriescono. Non esistono segni grafici per le cifre: per la scrittura dei numeri si rimanda al paragrafo relativo.
1. - Nota alla trascrizione grafica nell’italiano corrente
Per le lettere per cui non esiste un carattere corrispondente sulla tastiera qwerty, è indicato tra parantesi il tasto corrispondente nel font ufficiale. Inoltre, poiché non esiste un grafema unico per i suoni /t͡ʃ / e /ʃ/ si è preferito adeguarsi alla grafia italiana: pertanto nelle trascrizioni della lingua umbratile, si troverà la scrittura “c” o “sc” se la vocale seguente è la “e” o la “i”, mentre si troverà la forma “ci” o “sci” se la vocale seguente è la “o”, la “a” o la “u”. La stessa scelta è stata compiuta per il fonema /ɲ/; invece, per il fonema /ʒ/, poiché esso non esiste in italiano, per la trascrizione si utilizza lo stesso simbolo dell’IPA.
2.2. Consonanti


2.6 - Accento
L’accento tonico cade sulla penultima sillaba della parola, a meno che non venga indicato altrimenti.
2.7 - Punteggiatura
Esiste un solo segno di punteggiatura, ., chiamato RIF (fir), posto in conclusione delle frasi.