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SOCIETA'

CAPITOLO 3

RUOLI SOCIALI

Ombre    -    Custodi

Come è comprensibile, le strutture sociali hanno subito notevoli variazioni nel corso dei diversi periodi storici, soprattutto in relazione ai differenti livelli di integrazione con le culture circostanti. Si fa riferimento quindi a una società precedente alla dispersione, la quale non sarà trattata in questo contesto, e a una società successiva. È importante tenere presente che gli umbratili vivono in stretta relazione con altre comunità e spesso assumono ruoli e funzioni sociali all'interno di esse. Pertanto, spiegare dettagliatamente tutte le possibili attività che un umbratile può svolgere in altri contesti risulterebbe superfluo ai fini di questo testo. Ciò che interessa è comprendere come la società esoterica umbratile mantenga le proprie strutture sociali indipendentemente dal contesto in cui si trova.

 

 

1 – Le Ombre

La comunità umbratile è composta da tutti coloro che hanno compiuto il rito di Accettazione, indipendentemente dall’età, dall’identità sessuale o dall’origine. Si considera, quindi, un’unica comunità interconnessa di tipo globale interconnessa. I minori sono considerati membri temporanei della comunità e godono di alcuni diritti limitati; la loro rappresentanza è affidata ai custodi Madev, di cui si parlerà oltre. Analogamente, i custodi Matev si prendono cura degli adulti non autosufficienti, come disabili e anziani. Ogni membro della comunità è chiamato ombra (kebar - RABEK).

 

2 – I Custodi

Il custode (kibar; RABIK) ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nella società umbratile: simbolicamente erede dei primi cinquantadue umani che raggiunsero Varav al termine del Sacrificio, svolge un ruolo strutturale nella costruzione della rete sociale umbratile. La sua attività fonde aspetti religiosi e sacerdotali con la gestione dei bisogni della comunità, rendendolo una figura ibrida sia per quanto riguarda la formazione che la relazione con gli altri.

 

 

2.1 - Formazione

Superata l’Accoglienza, il giovane umbratile può decidere di intraprendere il percorso di formazione per diventare custode. Questo percorso dura due anni, durante i quali il novizio è affidato a un mentore che lo accompagnerà per tutta la durata della formazione.

La formazione del futuro custode prevede una combinazione di conoscenze teoriche e pratiche della cultura umbratile e, per quanto possibile, delle società con cui si è in relazione. In epoca contemporanea, è divenuta consuetudine affiancare il percorso di formazione a un iter universitario tradizionale. Quando il novizio è ritenuto preparato, viene sottoposto al rito Kikov, di cui parleremo più avanti.

 

 

2.2 - Missione

Sebbene la formazione abbracci trasversalmente tutte le conoscenze umbratili, al termine del percorso il novizio è tenuto a scegliere come compirà la propria missione. Questa scelta si compone di due decisioni distinte:

  • una scelta interiore: relativa alla propensione d’animo con la quale si compirà il proprio operato, chiamata Fioritura;

  • una scelta funzionale: relativa all’attività sociale che andrà a svolgere, chiamata Radicamento.

 

 

2.3 - Fioritura

 

Come precedentemente menzionato, i Custodi rappresentano gli eredi dei primi cinquantadue individui che giunsero a Varav. Nel corso dei millenni, si è sviluppata un'idealizzazione delle caratteristiche psicofisiche di questi Custodi fondatori, dando vita a cinquantadue distinti modelli di approccio alla custodia, ognuno associato simbolicamente a un fiore. Al termine del proprio percorso formativo, il novizio procede, in accordo con il proprio mentore, alla Fioritura che consiste nella selezione di uno di questi cinquantadue archetipi e al conseguente tatuaggio rituale del fiore su una parte del corpo a a propria scelta.

 

Va sottolineato che la scelta dell'archetipo è definitiva e non suscettibile di modifiche nel corso della vita del Custode, e rappresenta lo stato d'animo con cui il novizio abbraccia la sua vocazione nella Custodia. Non esistono valutazioni etico-morali relative alla scelta ma è consuetudine considerare un legame tra Custodi che condividono la medesima Fioritura. Per ciascuna di esse è dedicata una settimana del calendario, come si vedrà oltre.

 

Questo l’elenco delle fioriture con annesso motto:

Ombre
Custodi
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2.4 - Radicamento

Il Radicamento ha una valenza prettamente comunitaria e prevede sette differenti funzioni (o radici) che il custode potrebbe andare a svolgere: durante la formazione, tutte le funzioni sono oggetto di studio ma, all’atto dell’iniziazione, il novizio è tenuto a sceglierne una sola. Superato il primo anno di Custodia può, tuttavia, indirizzarsi verso una diversa radice come aggiunta o alternativa alla precedente. Anche in questo caso, non vi sono giudizi morali sulla scelta della radice né sul cumulo di funzioni diverse. Ogni modifica della funzione prevede un semplice atto di comunicazione alla comunità durante il culto settimanale.

Le funzioni, connesse con i sette Dei Dominanti, sono cambiate nel corso dei millenni, adattandosi alle condizioni sociali e culturali in cui gli umbratili si sono trovati. Per semplicità, indichiamo qui le funzioni principali che ogni radicamento incarna o ha incarnato:esso motto:

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2.5 - Gerarchia

Una volta completato il rito di iniziazione, il novizio entra a far parte della gerarchia dei Custodi, organizzata in vari gradi. Questa struttura, che risale a un'epoca antecedente alla Catastrofe, nacque dalla necessità di organizzare le funzioni amministrative e operative della società umbratile. Il grado non ha connotazioni religiose, ma esclusivamente sociali, e indica il livello di esperienza, capacità e impegno che il Custode deve dimostrare nei confronti della società. Il passaggio da un grado all'altro è determinato dal consiglio dei Custodi di una comunità, mediante votazione segreta o altri metodi stabiliti dalla comunità stessa.

 

Il percorso gerarchico di un Custode è considerato come un processo continuo di trasformazione personale. In questa prospettiva, si ritiene che i simbolismi associati a questo percorso siano stati successivamente adottati dalla tradizione alchemica per descrivere la Grande Opera, ovvero la trasformazione della materia grezza in oro.

Il grado di un umbratile è identificato dal materiale dell’anello che indossa; il passaggio da un grado all’altro è celebrato attraverso un rito.

All’ultimo grado, chiamato Kahir (RIHAK), possono accedere solo due Umbratili per volta in tutto il pianeta, uno per ciascuna delle due macrofamiglie, divenendone a tutti gli effetti il rappresentante.

 

Di seguito, lo schema dei gradi della Custodia:

(nota: Il rapporto con le fasi alchemiche prevede una lunga trattazione che rimandiamo a successivi studi.)

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