CAPITOLO 6
INTERAZIONE SOCIALE
Far parte di una comunità internazionale nascosta all’interno delle altre società ha comportato l'adozione di forme di interazione esoteriche per identificare un ipotetico umbratile. Sebbene ogni fase del ciclo di vita preveda un gioiello caratteristico, nel corso dei millenni questi si sono omologati a forme comuni, diventando di fatto indistinguibili. Dall'epoca delle Comunità, è prevalso l'uso di una stretta di mano particolare, in cui un soggetto, durante il gesto, allunga l'indice della mano sul polso dell'interlocutore, dando due rapidi colpi. Qualora l'altro soggetto sia anch'esso umbratile, risponderà con altrettanti colpi. In caso contrario, il gesto potrà essere interpretato come un errore.
La medesima stretta di mano accompagna anche forme di saluto tra conoscenti, abbinata solitamente a un sorriso reciproco, a un cenno della testa, a un doppio bacio sulle guance o a una carezza, a seconda delle consuetudini locali.
Esistono anche forme di saluto verbali più esplicite, utilizzate in contesti in cui è palese la reciproca appartenenza al mondo umbratile; di seguito alcuni esempi:
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Quando due soggetti si incontrano per la prima volta, il reciproco saluto è "REP ITIR RIQIS” (Signir riti per), traducibile come "Piacere di conoscerti, io sono", seguito dal proprio nome; l’interlocutore risponderà analogamente;
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Quando due soggetti si conoscono ma mantengono un rapporto formale, il reciproco saluto è “RUYIS” (Siscur), traducibile come “Piacere di trovarti”;
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Quando due soggetti hanno un rapporto informale consolidato, ivi compresi i membri della medesima famiglia, il reciproco saluto è “REP ITIS” (Siti per), traducibile come “sono felice [di vederti]”.
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Esiste un’unica forma di commiato, a prescindere dalla formalità della relazione, composta dalla frase “TEPEP ATUY” (Scuta pepet), traducibile “ci incontreremo” alla quale l’interlocutore risponde “REP ATIS” (Sita per), traducibile “ne sarò felice”.
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Esistono altre forme di saluto e di interazione, legate soprattutto ai riti comunitari, sui quali si tornerà nella prossima sezione; le varie comunità hanno, inoltre, generato forme gergali, sulle quali rimandiamo a successivi e più completi studi.