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SOCIETA'

Nella sezione STORIA, è stato possibile inquadrare una rapida panoramica della storia umbratile, che abbraccia quasi dodicimila anni. Durante questo lungo arco temporale, la primitiva comunità originaria dell'isola di Varav si è trasformata in migliaia di piccole comunità sparse in tutto il mondo. Nonostante la dispersione geografica, la società umbratile è rimasta sorprendentemente coesa grazie a una rete di connessioni e contatti che si sono mantenuti nel corso dei secoli.

 

Sebbene durante il millennio dell’Età delle Comunità si sia verificata una parcellizzazione delle singole comunità e un conseguente isolamento, i secoli successivi hanno visto una rinascita delle collaborazioni e un graduale ritorno a strutture sociali coese. Attualmente, le due famiglie umbratili, i Cividar e i Ciridar, pur mantenendo alcune distinzioni nel rapporto con i non-umbratili, mostrano una notevole coerenza e collaborazione reciproca. Numerosi casi contemporanei dimostrano comunità umbratili in cui sono confluiti membri di entrambe le famiglie, evidenziando un importante grado di integrazione e collaborazione.

 

Gli Umbratili, integrati nelle società altrui da millenni, hanno sviluppato una strategia di costruzione di ponti comunicativi e culturali per preservare la propria identità senza isolarsi. Questo principio, noto come "principio di coerenza", è stato in vigore fin dall’Età Antica. Esso implica che un umbratile debba rispettare usi, valori, leggi e consuetudini del popolo presso il quale vive o è anche solo ospite temporaneo, a condizione che non siano in netto contrasto con il sistema valoriale umbratile. Fondamento principale è il buon senso dell'individuo e della comunità umbratile di riferimento. In questa prospettiva, abbiamo osservato, in diversi momenti storici, casi in cui gli Umbratili hanno partecipato anche a conflitti o si sono convertiti a differenti culti, pur preservando la propria identità.

 

Questa sezione si propone di esplorare gli aspetti socio-culturali della vita umbratile, sia nel quotidiano che nello straordinario. È importante sottolineare che tali principi sono sempre soggetti a adattamenti e a un costante dialogo con l'altro.

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